2014: TUTTE LE NOVITA’ FISCALI DEL NUOVO ANNO

17.03.2014 00:00

A dispetto di quanto preannunciato, La L. 27.12.2013 n. 147 , meglio conosciuta come Legge di Stabilità, ha introdotto tutta una seria di novità fiscali, presagio di un nuovo anno di austerità per i contribuenti e cittadini italiani.

Queste alcune delle novità annunciate.

IUC (imposta unica comunale), si chiamerà la nuova imposta sulla casa. Molto se ne è già parlato. Essa, si compone essenzialmente di tre elementi: la “vecchia” e tanto discussa IMU che, nella nuova versione, non graverà più sui proprietari della prime case, ma sui soli proprietari delle abitazioni di lusso o comunque, delle seconde case; la TASI, tassa sui servizi indivisibili dei comuni, che sarà pagata dal proprietario e dall’inquilino, in una percentuale compresa tra il 10% e il 30% e, da ultimo, la TARI tassa sui rifiuti, la quale, anch’essa graverà su proprietari o  inquilini.

Per le famiglie meno abbienti è previsto un fondo di 500 milioni di euro complessivi, da destinarsi alle detrazioni sulla casa, che entro il 31 dicembre, verrà ripartito tra i comuni italiani. Tale fondo non va confuso con il fondo di garanzia prima casa, introdotto per la prima volta nella Legge di Stabilità e che prevede 600 milioni di euro complessivi per i tre anni 2014-2016, per la concessione di garanzie a prima richiesta sui mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa, con esclusiva priorità per le coppie giovani o genitori single con figli minori.

Penalizzati, invece, sono i titolari di appartamenti rimasti sfitti. Reintrodotta l’IRPEF sulle seconde case sfitte, aumentata, peraltro, di 1/3 – ma solo sul 50% della base imponibile- per tutti gli immobili siti nel Comune ove, il soggetto proprietario risiede; restano invece escluse, le seconde case adibite ad uso “casa-vacanza” presenti in altro Comune.

Dal 1° gennaio 2014, cambiano, anche le imposte di registro sulle compravendite immobiliari. A deciderlo è il c.d. Decreto Istruzione, emanato dall’attuale governo Letta e concernente tutte le tasse sui trasferimento immobiliari a copertura dei finanziamenti previsti nel comparto scuola. Dalla data sopra citata, del 1° gennaio dell’ anno corrente, chi deciderà di acquistare una seconda casa, dovrà versare al Fisco una imposta di registro non più pari al 7% sul valore catastale rivalutato, ma pari al 9%. La nuova imposta varrà anche per l’acquisto di capannoni industriali e di terreni edificabili e, per tutti gli immobili più in generali qualificati di lusso.

Per gli acquirenti delle prime case è, invece, prevista una tassa di registro ribassata al 2% del valore catastale rivalutato, invece che del 3% fino ad oggi previsto.

Riconfermato, poi, quanto alle detrazioni in tema di spese per la riqualificazione energetica, la detrazione con aliquota del 65% nel 2014, 50% nel 2015, e nel 2016 del 36%. Per le ristrutturazioni edilizie, invece, la detrazione sarà pari al 50% per l’anno 2014, 40% per il 2015 e del  36% per il 2016.

Sempre in materia di immobili ad uso abitativo, ed in particolare in tema di affitti, la Legge di stabilità introduce, una nuova regola tanto innovativa, quanto “pericolosa”. Dal 1° gennaio 2014, è fatto espresso divieto all’utilizzo del contante per il pagamento di detti canoni. Unico strumento ammissibile, quello tracciabile: assegni, bonifici o simili. Ciò, fatte salve alcune eccezioni: il pagamento degli affitti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; le locazioni di immobili ad uso commerciale; così come l’affitto di box, cantine e/o posti auto. L’utilizzo dello strumento tracciabile, non è, peraltro, escluso in riferimento ai  canoni di affitto per i quali non è previsto alcun obbligo di registrazione, quali gli affitti stagionali. Per tutte le altre operazioni tra privati resta il limite espresso, quanto alla  movimentazione dei contanti, dei 999, 99 euro.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità, lo strumento della tracciabilità nei pagamenti, non riguarderà soltanto la materia immobiliare o edilizia, ma si estenderà anche ai pagamenti delle parcelle di avvocati, commercialisti e notai, a patto che l’importo dovuto superi i 30 euro e che il professionista in questione, dichiari un fatturato medio annuo pari a euro 200 mila; in particolare, si prevede quale obbligo espresso fino al 30 giugno 2014, il pagamento mediante POS.

Ma le sorprese per i contribuenti non sono finite.

Dal 1° gennaio 2014, entra in vigore il nuovo metodo tariffario idrico. La Legge 27.12.2013 n. 147, introduce un’unica tariffa che varia in base al reddito degli utenti (ponendo a base di tale valutazione in modello Isee). Ebbene, tale tariffa così chiamata “tariffa sociale” rivoluziona il sistema dei pagamenti delle bollette. Una scelta tanto rivoluzionaria, quanto – se vogliamo - azzardata. Peraltro, sul punto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas sta pensando alla realizzazione di un bonus idrico da destinare alle famiglie comprese nelle fasce più deboli al fine di ridurne l’aggravio fiscale.

Approvata, poi, la rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia. La Legge di Stabilità ha previsto la possibilità per i contribuenti morosi verso l’agente della riscossione, di definire tale morosità, pagando il debito al solo titolo di capitale e sanzione, “risparmiando” quanto alla voce “interessi”. Il beneficio fiscale in questione, riguarderà non soltanto gli interessi di mora, ossia quelli che maturano dopo la notifica della cartella esattoriale, ma altresì quelli da ritardata iscrizione a ruolo, ovvero quelli che maturano dalla data in cui è scaduto l’obbligo di pagamento iniziale. Tale rottamazione, o sanatoria o bonus, come da qualcuno chiamata, avrà valenza con riguardo a tutte le cartelle esattoriali (senza discriminazione alcuna in ragione alla natura del debito: sia esso tributario o meno, quale ad esempio quello derivante da multe stradali, canoni o altro …) ricevute dagli italiani fino al 31 ottobre 2013 e col limite che esse vengano pagate entro il 28 febbraio 2014. Fanno eccezione le cartelle esattoriali non ancora notificate al contribuente moroso.

Sorprese anche per gli automobilisti e titolari di strumenti finanziari.

Quanto ai primi, può dirsi ormai addio al rinnovo della patente mediante applicazione del bollino adesivo sul quale è riportata la data della scadenza di rinnovo; si prevede, al contrario, che alla scadenza se ne faccia una nuova; il tutto con un aggravio di costi a carico dell’automobilista medesimo. Stimato, un costo complessivo - secondo una elementare addizione matematica -  di euro 25 complessivi, di cui 16 euro per la marca da bollo e 9 per i diritti di Motorizzazione. A questi si aggiungono i costi della visita medica e i 6,80 di posta assicurata: tanto la marca da bollo quanto i diritti di Motorizzazione andranno pagati con bollettino postale da consegnare, poi, al medico insieme ad una fotografia formato cartaceo. Il tutto per un miliardo, 81 milioni e 200 mila euro in più nelle casse dello Stato !!

Quanto, ai secondi, è introdotta un aumento dell’imposta di bollo su tutti gli strumenti finanziari diversi dai conti correnti, conti postali, fondi pensione, fondi sanitari e polizze vita dall’1,5 per mille al 2 per mille; ma viene, dall’altra parte, soppressa l’imposta di bollo minima dei 34,20 euro.

Capitolo a parte, quello delle pensioni. Dal 1° gennaio 2014 sono, infatti, entrati in vigore i nuovi requisiti per l’accesso alla pensione previsti dalla riforma Fornero, il D.L. n. 201 del 2011, sia per la pensione di vecchiaia che per quella anticipata. Non solo. A decorrere dalla stessa data, sono entrate in vigore tutte le novità previste dalla legge di stabilità in punto di rivalutazione all’1,2% delle pensioni, con conseguente valore della pensione sociale pari a un importo minimo di 368,88 euro, dell’assegno sociale pari a 447, 61 euro e delle pensioni integrate al minimo di 501,38 euro.

Non può, da ultimo, non ricordarsi che a partire dal 31 dicembre 2013 è entrato in vigore il taglio delle detrazioni dal 19% al 18% già a decorrere per il 2013, e al 17% per l’anno 2014 delle c.d. detrazioni fiscali “generiche”, quali quelle relative a spese sanitarie,veterinarie ecc.. di cui il contribuente gode nella dichiarazione dei redditi, mentre, dall’altro canto è prevista una nuova detrazione al 19%, quella per l’acquisto di libri scolastici con tetto massimo di spesa di 2mila euro.

Dott.ssa Sabrina CAPORALE

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