ACCERTAMENTO E CESSIONE D’AZIENDA: STOP ALLA RIQUALIFICAZIONE DEGLI ATTI NEGOZIALI!

07.03.2014 18:56

 

Con la sentenza n. 519/36/2014 del 29 gennaio scorso la Commissione tributaria regionale di Milano si è pronunciata in materia di ABUSO DEL DIRITTO limitando drasticamente l’utilizzabilità dello strumento antielusivo con riferimento alla riqualificazione degli atti negoziali.

 

In particolare, la sequenza negoziale che prevede il conferimento d’azienda in una società e, contestualmente, la cessione delle relative quote sociali ad un terzo, non può essere riqualificata in cessione d’azienda tutte le volte in cui il trasferimento azionario non riguardi l’intero capitale sociale della conferitaria ma soltanto parte dello stesso.

 

In tali casi, infatti, l’Agenzia delle entrate è solita ipotizzare condotte di tipo elusivo basate sul presupposto che i contribuenti realizzino un trasferimento indiretto dell’azienda attraverso il conferimento e la successiva cessione delle quote, ottenendo così un risparmio fiscale sul pagamento dell’imposta di registro che avverrà in misura fissa anziché in misura proporzionale al valore del complesso trasferito.

 

Riportandosi al principio di cui sopra, la commissione lombarda ha ritenuto illegittimo l’atto di accertamento emesso dall’Ufficio in quanto: “Va rilevato che, per poter individuare il trasferimento dell’azienda quale effetto giuridico finale di più atti in collegamento negoziale, è necesario che tali atti realizzino il trasferimento dell’intero capitale sociale, in modo da consentire al cessionario di acquisire il totale controllo dell’azienda”.

 

Nel caso di cessione di parte delle quote, infatti, non si realizza il medesimo effetto sotteso alla cessione d’azienda e, pertanto, appare palesemente infondata una riqualificazione degli atti negoziali in questo senso.

 

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Dott. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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