COSA SUCCEDE DOPO LA ROTTAMAZIONE BIS? 4 POSSIBILI SCENARI (1/4)

21.05.2018 09:46

Con la scadenza del 15 maggio 2018 si è chiusa anche la cd. rottamazione bis, introdotta con la legge n. 172/2017, attraverso la quale il legislatore ha consentito a chi non aveva aderito alla prima rottamazione, di accedere alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali notificate tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 settembre 2017.

Al momento, dunque, gli scenari possibili in cui possono venirsi a trovare i contribuenti sono 4, secondo l’elenco che segue:

  1. Ho aderito alla prima rottamazione ma non ho pagato; quindi non ho potuto aderire alla seconda;
  2. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di poter pagare le rate previste;
  3. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di non poter pagare le rate previste;
  4. Non ho aderito né alla prima né alla seconda rottamazione.

Viste le numerose richieste di consulenza pervenute sul punto, abbiamo deciso di affrontare separatamente ed analiticamente ognuna delle possibili situazioni in cui potrebbe versare il contribuente.

1/4 : HO ADERITO ALLA PRIMA ROTTAMAZIONE MA NON HO PAGATO: COSA SUCCEDE? 3 EFFETTI NEGATIVI!

Il contribuente che ha aderito alla prima rottamazione ma non ha provveduto al pagamento puntuale delle rate previste dal piano di pagamento della definizione agevolata, ha già scontato un primo effetto negativo: ossia quello di non poter accedere alla cd. rottamazione bis, introdotta con la legge n. 172/2017.

Occorre subito precisare che non vi è alcuna distinzione sul piano formale tra chi non ha provveduto al pagamento di nessuna delle rate previste e chi, invece, ha pagato parzialmente le rate previste ovvero ha provveduto a pagarle in ritardo rispetto alla scadenza fissata dalla legge: sul piano delle conseguenza negative, sono perfettamente nella stessa situazione.

Il meccanismo della rottamazione, infatti, vede da un lato l’agevolazione economica consistente nello sgravio delle sanzioni e degli interessi di mora, unitamente alla sospensione della riscossione e delle azioni esecutive e, dall’altro, un criterio molto rigido sui pagamenti, con la conseguenza che il pagamento tardivo anche di una sola delle rate previste, comporta la decadenza dai predetti benefici.

Per il contribuente che non ha adempiuto correttamente al pagamento delle rate previste dalla prima rottamazione, dunque, il secondo effetto negativo è di tipo economico: l’importo complessivo da pagare a titolo di posizione debitoria generale torna ad essere quelle pre-istanza di adesione agevolata, comprensivo di sanzioni ed interessi di mora, e le somme eventualmente versate verranno detratte a titolo di acconto sul debito totale.

Vi è poi un terzo effetto negativo che consiste nel venir meno della sospensione e quindi nella ripresa della riscossione e delle azioni di recupero forzato del credito. Molti contribuenti, infatti, hanno già ricevuto la cd. INTIMAZIONE DI PAGAMENTO, diretta proprio a riattivare le cartelle esattoriali precedentemente sospese, quale atto prodromico alle azioni esecutive che l’agente della riscossione potrà mettere in campo (pignoramento, fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca ecc.).

Analizzati gli effetti negativi di questa posizione, la domanda da porsi è la seguente: cosa fare in questi casi per difendersi? Non vi è dubbio che la situazione appena descritta non lascia moltissimi margini di difesa per il contribuente il quale, tra le altre cose, viene privato anche della possibilità di chiedere una rateazione delle cartelle di pagamento oggetto dell’istanza di adesione agevolata poi decaduta.

Il consiglio, allora, è quello di valutare assieme ad un professionista l’eventuale esistenza dei margini e dei presupposti per proporre un ricorso in opposizione alle cartelle esattoriali; ovvero di esperire una forma di opposizione in via amministrativa, attraverso lo strumento della cd. autotutela, sempre nel caso in cui sussistano i presupposti tassativamente indicati dalla legge n. 228/2012. In questo modo si potrebbe ottenere l’annullamento di una o più cartelle, con la conseguente riduzione della debitoria.

In conclusione, a modesto avviso di chi scrive, il legislatore dovrà necessariamente intervenire sul punto, e fornire a milioni di contribuenti che si trovano in questa situazione gli strumenti adeguati per far fronte alla posizione debitoria pendente. Gli scenari ipotizzabili sono molteplici, dal cd. condono tombale (di cui molto si parla) sino ad una riapertura della rateazione per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata ma che sono risultati inadempienti.

SEGUIRA’ L’ANALISI DELLE ULTERIORI POSIZIONI:

  1. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di poter pagare le rate previste;
  2. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di non poter pagare le rate previste;
  3. Non ho aderito né alla prima né alla seconda rottamazione.

Avv. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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