COSA SUCCEDE DOPO LA ROTTAMAZIONE BIS? 4 POSSIBILI SCENARI (2/4)

22.05.2018 08:51

COSA SUCCEDE DOPO LA ROTTAMAZIONE BIS? 4 POSSIBILI SCENARI

Con la scadenza del 15 maggio 2018 si è chiusa anche la cd. rottamazione bis, introdotta con la legge n. 172/2017, attraverso la quale il legislatore ha consentito a chi non aveva aderito alla prima rottamazione, di accedere alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali notificate tra il 1° gennaio 2000 ed il 30 settembre 2017.

Al momento, dunque, gli scenari possibili in cui possono venirsi a trovare i contribuenti sono 4, secondo l’elenco che segue:

  1. Ho aderito alla prima rottamazione ma non ho pagato; quindi non ho potuto aderire alla seconda; VEDI IL SEGUENTE LINK

www.consulenzatributariaefiscale.it/news/cosa-succede-dopo-la-rottamazione-bis-4-possibili-scenari-1-4/

  1. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di poter pagare le rate previste;
  2. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di non poter pagare le rate previste;
  3. Non ho aderito né alla prima né alla seconda rottamazione.

Viste le numerose richieste di consulenza pervenute sul punto, abbiamo deciso di affrontare separatamente ed analiticamente ognuna delle possibili situazioni in cui potrebbe versare il contribuente.

2/4 : HO ADERITO ALLA SECONDA ROTTAMAZIONE E RITENGO DI POTER PAGARE LE RATE PREVISTE. 3 EFFETTI POSITIVI

A mero titolo di promemoria, si ricorda che le rate previste per la cd. rottamazione bis sono 3 per le cartelle notificate tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2016, mentre sono 5 per le sole cartelle notificate tra il 1° gennaio 2017 ed il 30 settembre 2017.

In particolare, nel primo caso, le rate sono molto ravvicinate; vale a dire che l’importo dovuto a seguito della definizione agevolata dovrà essere versato per il 40% entro il 31 ottobre 2018, per un ulteriore 40% entro il 30 novembre 2018 e per il restante 20% entro il 28 febbraio 2019.

Ciò detto, il contribuente che ha aderito alla rottamazione e ritiene di poter onorare il pagamento delle rate, in teoria, non dovrebbe subire nessun effetto negativo; in pratica, tuttavia, potrebbe capitare che l’agente della riscossione, per un mero errore materiale, notifichi ugualmente un atto della riscossione.

In questo caso, per ottenere la revoca dell’atto ricevuto, sarà sufficiente una semplice istanza nella quale andrà evidenziata l’avvenuta adesione alla definizione agevolata con la conseguente sospensione della riscossione.

Il contribuente che versa nella posizione descritta in questo articolo, a ben vedere, ottiene almeno 3 importantissimi effetti positivi.

Il primo effetto positivo è quello di pagare il proprio debito al netto della sgravio delle sanzioni e degli interessi di mora, il che comporta solitamente un sostanzioso abbattimento delle somme dovute.

Un possibile effetto positivo potrebbe derivare dal pagamento della prima rata della rottamazione; infatti, a seguito del pagamento della prima rata, il contribuente potrà richiedere la sospensione del fermo amministrativo eventualmente iscritto sul proprio veicolo. Il vincolo sarà definitivamente eliminato con il pagamento dell’ultima rata, tuttavia in questo modo si otterrà nelle more una sorta di “permesso a circolare” con il mezzo sottoposto a fermo.

Un ulteriore effetto positivo è rappresentato, infine, dal ripristino di una situazione di regolarità contabile da parte del contribuente. L’adesione alla rottamazione, infatti, rimette da subito in bonis il contribuente il quale, ad esempio, potrà ottenere il DURC, necessario soprattutto per le imprese che intrattengono rapporti lavorativi con gli enti pubblici.

SEGUIRA’ L’ANALISI DELLE ULTERIORI POSIZIONI:

  1. Non ho aderito alla prima rottamazione, ma ho aderito alla seconda e ritengo di non poter pagare le rate previste;
  2. Non ho aderito né alla prima né alla seconda rottamazione.

Avv. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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