DETRAZIONE IVA E OBBLIGO DI RETTIFICA ALLA LUCE DEGLI INDIRIZZI COMUNITARI

22.04.2014 10:17

Al momento dell’acquisto di un bene inerente l’effettuazione di operazioni imponibili l’impresa può legittimamente procedere alla detrazione dell’IVA sulla base del presumibile impiego del bene acquistato.

Tuttavia, tale operazione fiscale deve avvenire al momento dell’acquisto del bene e, dunque, necessariamente sulla base di una previsione da parte dell’imprenditore. Ecco perché, laddove l’impiego del bene si declini in maniera incoerente rispetto alla detrazione operata inizialmente, scatterà l’obbligo di rettifica della detrazione. L’imprenditore sarà esente dall’obbligo soltanto nelle ipotesi residuali di distruzione del bene, se comprovata e giustificata, nonché in caso di furto.

Il meccanismo suddetto, disciplinato nel nostro ordinamento dall’art. 19-bis del D.P.R. n. 633/1972 sulla base della direttiva 2006/112/Ce artt. 184 ss., mira ad ottenere la maggiore precisione possibile della detrazione garantendo, al tempo stesso, la neutralità dell’imposta.

La giurisprudenza comunitaria, nel corso del tempo, ha evidenziato l’importanza dello strumento di rettifica nell’ottica del rispetto del principio secondo cui il soggetto passivo ha diritto alla detrazione nella misura in cui i beni e i servizi sono impiegati ai fini di sue operazioni soggette a imposta.

E’ evidente, pertanto, che un diverso utilizzo dei beni faccia derivare per il soggetto passivo l’obbligo di rettificare la detrazione operata in sede di acquisto del bene e sulla base di una differente previsione di utilizzo.

Il meccanismo in esame, tuttavia, non consente di fa sorgere successivamente il diritto alla detrazione ad es. da parte di un privato consumatore che poi utilizzi il bene all’interno di un’attività economica (Corte di Giustizia UE, sentenza n. 11/7/1991, C-97/90). La “veste” dell’acquirente, infatti, deve individuarsi solo ed esclusivamente al momento dell’acquisto e giammai successivamente.

Recentemente la Corte di Giustizia UE (sentenza n. 4/10/2012, C-550/11) ha sottolineato la necessità di conservare, attraverso l’istituto della rettifica, una stretta relazione tra il diritto alla detrazione che si verifica a “monte” e l’effettivo utilizzo dei beni per operazioni tassate “a valle”.

Per vederci chiaro.

Dott. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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