EQUITALIA: DOPO 7 MESI SENZA RISPOSTA LA CARTELLA SI ANNULLA AUTOMATICAMENTE

12.09.2015 14:50

La Commissione tributaria provinciale di Milano, con la recente sentenza n. 5667/40/15, si è mostrata ancora una volta innovativa e virtuosa nell'affrontare un tema che deve essere considerato ad oggi allo stato embrionale nel dibattito dottrinale e giurisprudenziale: l'autotutela amministrativa introdotta dalla legge n. 228/2012 (legge di stabilità per l'anno 2013) per opporsi alle cartelle di pagamento di Equitalia.

I giudici milanesi hanno provveduto all'annullamento delle cartelle di pagamento opposte in autotutela dal contribuente riprendendo il dettato della legge sopra citata ed in particolare i commi 539 e 540 dell'art. 1 che testualmente recitano:

539 -"Entro il termine di dieci giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 538, il concessionario per la riscossione trasmette all'ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell'esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi. Decorso il termine di ulteriori sessanta giorni l'ente creditore è tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo posta elettronica certificata ai debitori obbligati all'attivazione, a confermare allo stesso la correttezza della documentazione prodotta, provvedendo, in pari tempo, a trasmettere in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il debitore dell'inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone, anche in questo caso, immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell'attività di recupero del credito iscritto a ruolo"

540 - "In caso di mancato invio, da parte dell'ente creditore, della comunicazione prevista dal comma 539 e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite di cui al comma 537 sono annullate di diritto e quest'ultimo è considerato automaticamente discaricato dei relativi ruoli. Contestualmente sono eliminati dalle scritture patrimoniali dell'ente creditore i corrispondenti importi".

La norma, contrariamente a quanto dedotto in giudizio da Equitalia e dall'ente impositore, risulta molto chiara sul punto: in caso di mancata risposta da parte dell'ente creditore, entro il termine di 220 giorni dall'invio, Equitalia deve provvedere all'annullamento automatico delle cartelle di pagamento ed al conseguente discarico dei ruoli.

I giudici della Ctp Milano si sono mostrati lodevoli nell'aprire le porte ad un diritto acquisito del contribuente, garantito in modo paelse della norma ed assolutamente inequivocabile!

Per vederci chiaro.

Avv. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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