IL PRIMO PUNTO DELLA DIFESA TRIBUTARIA E' LA RICHIESTA DI ESTRATTO AGGIORNATO DELLA POSIZIONE DEBITORIA

27.05.2020 15:57
La “cultura della difesa tributaria” come prerogativa irrinunciabile per l’impresa. Alla scoperta del nostro principale strumento diagnostico: il MODELLO RD1.
 
Nell’espletamento del mio lavoro di Avvocato mi sono sempre posto e mi pongo tuttora un obiettivo non secondario a mio avviso: ossia quello di infondere nei miei clienti la “cultura della difesa tributaria”.
Una sorta di educazione alla difesa tributaria che molto spesso mi porta a fornire al cliente delucidazioni e spiegazioni che vanno ben oltre la mera soluzione al problema specifico con il quale ci confrontiamo e ben oltre la semplice prestazione professionale.
Condividere nozioni e metodo non significa necessariamente condividere competenza e sapere, ma significa decodificare sul piano logico e rendere tangibile al cliente quanta differenza esiste tra chi gestisce l’attività di impresa dominando il corso degli eventi e chi invece vive in balia di quest’ultimi. 
Dotare il cliente di una sana e cosciente “cultura della difesa tributaria” significa conferirgli una predisposizione alla tutela del patrimonio che ha un valore inestimabile per l’impresa, a volte addirittura superiore al valore stesso delle sue competenze professionali o manageriali.
 
Conosco aziende che fatturano milioni di euro ma che sono fallite su istanza di Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), e poi conosco aziende che invece, pur fatturando meno della metà rispetto alle prime, risultano ad oggi assolutamente solide sul piano finanziario e patrimoniale, proprio perché hanno accompagnato alla cura del proprio business principale, anche l’attenzione alla difesa fiscale e tributaria.
Come ripeto spesso ai miei clienti, bisogna imparare a gestire il debito tributario con la stessa prevenzione che utilizziamo a riguardo della salute: in questo senso, il modello RD1 diventa per noi esattamente come un’analisi del sangue. 
Diventa il nostro principale strumento diagnostico.
 
Ma cos’è di preciso il modello RD1?
In buona sostanza, per conoscere lo stato della propria posizione debitoria pendente presso Agenzia delle Entrate Riscossione, per sapere come è composto il debito, da quali cartelle e per quali motivi, se ci sono state delle procedure esecutive, se c’è una sospensione del debito in corso e così via, è possibile utilizzare una procedura interna attraverso la trasmissione di un modello (chiamato RD1 appunto), predisposto direttamente dall’agente della riscossione e che consente al contribuente interessato di chiedere a mezzo posta elettronica certificata un estratto aggiornato della posizione debitoria. 
In modo veloce e del tutto gratuito.
 
Sia chiaro un concetto, il modello RD1 consente di ottenere il risultato delle analisi del sangue, ma non conferisce ovviamente le competenze necessarie per poterle leggere ed interpretarne il risultato.
Ecco perché l’analisi aggiornata della posizione debitoria, per raggiungere effettivamente il suo scopo in chiave preventiva, deve essere condotta sempre da un professionista che abbia le competenze necessarie in materia e che possa analizzare, tra le righe dell’estratto aggiornato, il reale “stato di salute” del contribuente ed orientare le successive attività difensive a sua tutela.
L’ideale, a mio avviso, sarebbe condurre questa attività ogni sei mesi, ma per quelli che sono meno attenti alla propria salute direi che questa operazione andrebbe fatta almeno una volta l’anno.
 
Quella del modello RD1 è una procedura che adottiamo ogni giorno in pratica, centinaia di volte l’anno, per tutelare i nostri clienti e assicurare loro una difesa adeguata. Senza spiacevoli sorprese.
 
Lo scopo di questo articolo è esattamente quello espresso nelle prime righe, ossia infondere un valore immateriale che ho potuto constatare rilevarsi determinante per la vita di un’impresa, vale a dire la “cultura della difesa tributaria”.
 
Avv. Giuseppe Mecca
dott.mecca.giuseppe@gmail.com
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