IRAP: IL COLLABORATORE DI STUDIO NON DEVE PAGARE!

27.01.2014 20:08

Un avvocato milanese, impiegato presso diversi studi professionali con la qualifica di collaboratore ed in nessuno di questi come associato, rivolgeva all’Agenzia delle Entrate istanza di rimborso dell’Irap regolarmente pagata per diverse annualità precedenti.

L’Agenzia delle Entrate non dava alcun seguito alla suddetta richiesta ponendo in essere, in tal caso, il fenomeno del silenzio-rifiuto. L’avvocato, a tal punto, impugnava il silenzio dell’amministrazione finanziaria.

L’Agenzia delle Entrate si costituiva in giudizio ritenendo che “giacché il contribuente svolge la propria attività di avvocato prevalentemente come collaboratore di uno studio associato, questi è senza dubbio soggetto passivo Irap, verificandosi una situazione del tutto equivalente all’utilizzo di lavoro altrui”.

Di tutt’altro avviso la Commissione tributaria regionale Lombardia la quale, con sentenza n. 90/22/13, ha sottolineato due aspetti fondamentali:

  1. Ai fini della soggezione all’imposta Irap è necessario che l’organizzazione autonoma di cui si avvale il professionista sia direttamente riferibile a se stesso e non all’inserimento in una struttura organizzativa riferibile alla responsabilità altrui;
  2. Ne discende che la presenza costante all’interno di uno studio professionale con la veste di collaboratore (e non di associato!), non può ritenersi condizione sufficiente per far sorgere l’obbligazione tributaria.

Sulla base di tali motivazioni la Ctr Lombardia ha condannato l’Agenzia delle Entrate al rimborso dell’Irap indebitamente percepita dal contribuente.

Prima di pagare, informati!

Dott. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

Indietro