IRAP, LE SPESE PER DIPENDENDENTI O DOMICILIATARI NON INFLUENTI AI FINI DELL’AUTONOMA ORGANIZZAZIONE

28.03.2014 09:33

Con sentenza n. 7153/2014, depositata il 26 marzo, la Corte di Cassazione, sesta sezione civile T, torna a pronunciarsi sul concetto di “autonoma organizzazione” ai fini IRAP.

Confermando un orientamento giurisprudenziale che appare sempre più “pro-contribuente”, i Giudici Supremi hanno affermato che le spese per le trasferte o per i compensi ai domiciliatari non sono significative ai fini della sussistenza di un autonoma organizzazione, a nulla rilevando anche l’eventuale presenza di una segretaria.

La vicenda riguarda un avvocato abruzzese che dopo aver pagato per anni l’IRAP, pur in assenza del requisito dell’autonoma organizzazione, decideva di chiedere a rimborso le somme ingiustamente versate all’Erario per gli anni 2000 – 2004.

A seguito della sua richiesta, l’Agenzia delle Entrate, riconoscendo nella sua attività il requisito dell’autonoma organizzazione, tale da legittimare l’assoggettabilità dello stesso all’applicazione dell’imposta, gli negava il rimborso delle somme ormai pagate.

In sede contenziosa, i Giudici abruzzesi, sia in primo grado che in appello, accoglievano la tesi del contribuente condannando l’Ufficio alla ripetizione delle somme indebitamente percepite.

A seguito di ciò, l’Agenzia delle Entrate decideva di ricorrere in Cassazione contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo – Pescara.

La Suprema Corte, chiamata a censurare l’operato dei Giudici di merito, ha rigettato il ricorso dell’Ufficio, statuendo che “.. l’Agenzia non contesta adeguatamente la valutazione in fatto del giudice di secondo grado, limitandosi a sottolineare la quantità di spese affrontate dal professionista; fattore di per sé non decisivo se considerato nel suo importo globale, in quanto - ad esempio - le spese per trasferte o per i compensi ai domiciliatari non sono significative ai fini della sussistenza di una autonoma organizzazione. Né assume valore decisivo la presenza di una segretaria, così come ribadito anche di recente da questa Corte”.

Questa pronuncia mette in risalto, ancora una volta, la complessità del concetto di autonoma organizzazione, necessario ai fini dell’assoggettabilità del contribuente al prelievo IRAP., e conferma, inoltre, come il più delle volte, l’Agenzia delle Entrate non effettui nemmeno in minima parte una valutazione circa la “concreta” sussistenza del presupposto oggettivo, sovrapponendo, in maniera del tutto spropositata, l’interesse dello Stato ad una maggiore entrata rispetto a quello del cittadino ad un prelievo fiscale che sia, prima di ogni cosa, LEGITTIMO!!

                                                                                 

Dott. Daniele Brancale

danyb87@live.it   

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