PER IL REDDITOMETRO VALGONO LE STESSE "REGOLE" DEGLI STUDI DI SETTORE

18.05.2015 13:00

In materia di accertamento fiscale-tributario basato sul redditometro devono ritenersi validi i medesimi principi elaborati dalla giurisprudenza in tema di studi di settore trattandosi, in entrambi i casi, di accertamenti aventi natura statistica e fondati su presunzioni semplici.

In questo senso, dunque, tali accertamenti devono essere considerati sempre bisognevoli del contraddittorio preventivo nonchè della ricerca di ulteriori elementi di riscontro idonei a giustificare lo scostamento tra il reddito dichiarato e quello sinteticamente ricostruito.

Tale principio è stato recentemente affermato dalla Commissione tributaria provinciale di Roma con la sentenza n. 8280/36/15 che ha richiamato in maniera espressa la più nota sentenza n. 26635/2009 pronunciata dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

In maniera particolare, i giudici tributari della capitale hanno evidenziato ancora una volta come, per le verifiche basate su redditometro e studi di settore, sia quanto mai fondamentale l'instaurazione del contraddittorio preventivo sì da concedere al contribuente la possibilità di esercitare a pieno il proprio diritto di difesa in una fase stragiudiziale.

Non solo. Poichè la necessarietà del contradditorio è legata alla circostanza che proprio dal confronto tra fisco e cittadino l'amministrazione finanziaria ricava gli elementi sufficienti per approdare ad una adeguata motivazione dell'atto di accertamento.

Per vederci chiaro.

Avv. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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