TARI dovuta anche per gli immobili non utilizzati!

20.01.2014 13:21

A norma dell’art. 1, commi 641 e seguenti, della Legge di Stabilità la Tari è dovuta quando l’immobile è suscettibile di produrre rifiuti, a prescindere dal suo effettivo utilizzo ed anche nelle ipotesi in cui lo stesso sia sprovvisto di allaccio alla rete idrica ed elettrica o sia privo di arredamento al suo interno.

Vengono in tal modo adattati alla Tari i medesimi principi affermatisi nel tempo in materia di Tares. Dalla relazione introduttiva della suddetta legge emerge con chiarezza la volontà del legislatore di voler ricondurre a tassazione tutti gli immobili “suscettibili di produrre rifiuti...prescindendo dall’effettiva produzione degli stessi”.

Il legislatore cristallizza e fa proprio un consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di Tares per cui possono essere esclusi dalla tassazione solo gli immobili non utilizzabili (diversi da quelli non utilizzati), vale a dire quelli inagibili, diroccati e/o inabitabili. Così, nell’ipotesi di immobile lasciato inabitato dal proprietario, non arredato e privo di allacci alle reti idriche ed elettriche, quest’ultimo dovrà ritenersi inutilizzato ma non oggettivamente inutilizzabile e, pertanto, soggetto a tassazione rifiuti.

Sono questi i principi affermati nel tempo per mezzo delle sentenze della Corte di Cassazione (su tutte, vedasi sentenza n. 16785 del 2002, sentenza n. 9920 del 2003, sentenza n. 22770 del 2009 e sentenza n. 1850 del 2010 fino alle più recenti ordinanze, la n.1332 del 2013 e la n. 18022 del 2013).

L’unica ipotesi in cui si può ottenere una riduzione dell’imposta, al di fuori dei casi di non utilizzabilità dell’immobile, è quella del mancato o irregolare svolgimento del servizio rifiuti. In tali casi, come previsto dal comma 656, la Tari sarà dovuta nella misura massima del 20%.  

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Dott. Giuseppe Mecca

dott.mecca.giuseppe@gmail.com

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